V Domenica di Quaresima—Anno B – “E’ venuta l’ora che il Figlio dell’Uomo sia glorificato” (Gv. 12,23)

V Domenica di Quaresima—Anno B – “E’ venuta l’ora che il Figlio dell’Uomo sia glorificato” (Gv. 12,23)

Per capire Gesù bisogna guardare alla croce. Egli esplicita la necessità della morte nell’immagine del seme che cade sulla terra e germoglia in spiga. Il frutto della sua morte in croce germoglierà nel dono della resurrezione per Sé e per tutti i credenti in Lui, i suoi discepoli. L’ora della glorificazione di Gesù con la sua morte e resurrezione produce un’altra grande conquista dell’umanità: il giudizio della sconfitta di Satana, principe del mondo, principe di tutto ciò che muore in questo mondo. L’apparente vittoria del diavolo nella morte in croce del Cristo si trasforma in sconfitta definitiva nella resurrezione, che dà il principio della vita di eternità, che l’uomo non possedeva fino a che il Padre del Cielo non ha resuscitato l’umanità di Cristo, rendendo glorioso ed eterno il suo corpo. Gesù, davanti all’imminenza della morte, prova un forte, reale ed intenso turbamento. La divinità di Gesù non assorbe la Sua umanità: egli è vero Dio e vero Uomo.

Gesù stupisce in quanto non ha avuto timore di presentare a Dio e ai suoi discepoli, nel Getsemani, tutta la sua fragilità e la sua paura. Nella sua consegna libera e filiale abbiamo una grande lezione: ha una fede grande nel Padre: ”Non la mia, ma la tua volontà sia fatta” (Lc. 22,42). La sua è l’angoscia dell’uomo davanti alla fine, che sembra tutto inghiottire e annullare. La novità di Gesù per tutti gli uomini, e anche per noi, è la glorificazione di Dio che si attua accogliendo il suo progetto e vederlo realizzato, anche se comporta la frantumazione e la morte. E’ il senso e il valore dei Cristiani Martiri. Ogni Cristiano partecipa del martirio non solo quando è ucciso, ma anche quando “dà la vita” nei doveri quotidiani, nel silenzio, nella preghiera. E’ la fecondità dell’unione a Cristo che ama, che soffre, che può dare anche a noi la speranza e la certezza della partecipazione alla risurrezione di Cristo, che è eternità.

                                                                                I vostri Sacerdoti Don Giuseppe e Don Vito

 

21 marzo 2015, giuseppe-saponaro