III^ Domenica di Pasqua – “Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio Io! Toccatemi e Guardate….” (Lc. 24,39)
“Guardare è il verbo dell’Amore; prima di parlarsi gli innamorati si guardano. Guardare non è vedere, ma contemplare con il cuore. La mamma guarda il proprio bambini, l’innamorato guarda la propria donna….Guardare è il verbo di un amore che non passa. Quando nella vita e nella pratica religiosa si dà tutto per scontato, non si guarda più al Signore o al prossimo, viene meno l’entusiasmo, la gioia, non c’è più fede.
“Guardate le mie mani” dice Gesù, quelle mani sulle quali sono presenti i segni della passione, “Guardate i miei piedi”, quei piedi che hanno percorso le strade dell’uomo e si sono fermati lì dove c’era una parola da dire per consolare, per alleviare la pena del vivere, un miracolo da compiere per guarire un ammalato, uno storpio, un cieco, un fermarsi sulla soglia della morteper vincerla: “Lazzaro vieni fuori!” “Guardate” è l’imperativo dell’amore, è la premessa della contemplazione. Senza contemplazione, senza momenti intensi di silenzio, senza profondità interiore non c’è fede, non ci può essere fede.
Solo facendo esperienza viva, così come la stupenda pagina evengelica di questa domenica, si comprende che lka Bibbia non è un libro da leggere, ma un’esperienza da vivere, l’esperienza stessa di Gesù che ha guardato e guarda alla nostra povertà umana, ha toccato e tocca le nostre piaghe del cuore e del corpo per guarirle; mangia con noi condividendo i nostri sogni, le nostre speranze, le nostre attese. Solo così la sua parola si apre a noi come scrigno che ci arricchisce, come verità che ci illumina, come gioia che ci inonda il cuore e ci spinge a portare a tutti coloro che si sentono bisognosi di conoscere e di vivere l’esperienza piena della vita che solo Gesù Risorto è colui che risolve e dà senso alla nostra esistenza.
Buona Domenica!!
I vostri Sacerdoti Don Giuseppe e Don Vito