II Domenica di Quaresima – Anno B – “Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte… Fu trasfigurato…” (Mc. 9,2)
Il cammino Quaresimale unisce due monti che sono legati per farci comprendere sia il cammino fatto da Gesù sia quello che siamo chiamati a fare oggi anche noi. Il monte Tabor come luogo di contemplazione e di soavità con Dio, il Calvario luogo di sofferenza, di morte e di risurrezione.
Le tappe di Gesù sono le tappe della vita della Chiesa, i momenti di vita di ognuno di noi come suoi discepoli. La Trasfigurazione di Gesù è un evento di profonda tenerezza e di sostegno per tutti noi, che non sempre comprendiamo il significato del soffrire. E’ sempre Gesù, il nostro Maestro ed Educatore, che ci porta ad accettare e ad offrire noi stessi, come ha fatto Lui, sapendo che sempre siamo nelle braccia di quel Padre che non abbandona mai nessuno. La Trasfigurazione è l’Amore che contempla, che conforta, che non solo rende luminoso Cristo, ma rende gioioso lo stare degli Apostoli con Gesù. Questo Amore è Dio Padre, è Gesù il figlio, è lo Spirito Santo che continuamente si donano e vengono a noi attraverso le celebrazioni e l’azione Santificante della Parola nella Chiesa. Gesù ci invita a salire con Lui sul Tabor per pregare il Padre, per contemplarlo come Uomo, per riempire il suo cuore di uomo di tenerezza e di forza, sapendo che a breve avrebbe percorso i viottoli del Calvario, luogo di dolore ma anche di risurrezione. Gesù si abbandona tra le braccia del Padre nello splendore del Tabor e nella terribile prova di passione e di morte del Calvario. Egli ci invita a saper abbracciare nella nostra vita i due tempi della salvezza per noi: la sofferenza come purificazione e la Trasfigurazione come gioia intensa di Paradiso.
I vostri Sacerdoti Don Giuseppe e Don Vito