II^ Domenica del Tempo Ordinario – Anno C
«.. venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino…». (Gv. 2,3)
È utile sottolineare alcune parole del brano del vangelo di San Giovanni per mettere in evidenza quello che Gesù vuole comunicare attraverso il gesto da lui compiuto.
- La prima parola è matrimonio: all’inizio della vita pubblica di Gesù c’è un matrimonio per mettere in evidenza che la sua predicazione sarà un ‘matrimonio’, come già tante volte era stato annunciato nell’Antico Testamento – matrimonio tra Jahvè e il suo popolo – Ebbene, ecco come si realizza: La Parola eterna, il figlio del Padre si fa nulla per poter entrare nell’umanità e unire l’umanità con Dio. L’inizio, il fidanzamento, il periodo di attesa di questa ‘ora’ solenne – ora di gloria – è la Parola predicata da Gesù attraverso parole, gesti, avvenimenti, come forti annunci della realizzazione, alla fine, della ‘sua ora’.
- La seconda parola è donna: per 30 anni l’avrà chiamata mamma, o con un termine ancora più familiare che non conosciamo (come invece conosciamo il termine con il quale si mette in relazione con il Padre: Abbà). All’inizio della sua vita pubblica la chiama ‘donna’, così come alla fine, sulla croce, le dirà “Donna, ecco tuo figlio” – riferendosi a Giovanni. “Donna, che abbiamo a che fare noi con questi avvenimenti?” Maria aveva richiamato la sua attenzione su un aspetto secondario in relazione al motivo importante per il quale erano lì: si era accorta che non c’era più vino –era una cosa terrena, bastava chiedere aiuto a qualche vicino-
- La terza parola è purificazione: c’erano dei grandi contenitori d’acqua che serviva per la purificazione. La ‘purificazione’ era un ritualismo comune tra i giudei : ebbene, Gesù non rispetta quel ritualismo perché riempie quei contenitori di ‘vino’ e quel vino ha un senso, deve inebriare, deve far terminare bene quella festa : è vino più buono di quello di prima e serve a sottolineare come Gesù dà inizio ad una cosa del tutto nuova – la nuova alleanza che viene annunciata ed esaltata con la solennità del matrimonio, perché fino a quel momento non era ‘ancora giunta la sua ora’, che invece in quel momento comincia.
17 gennaio 2016,