Epifania del Signore
<<Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt. 2,2)
Non basta avere il libro, essere depositari della promessa di un Messia che sta per arrivare. Come non bastano i preti con i loro sermoni e i teologi coi loro libri. Il pittore Van Gogh scriveva nel suo diario: “Il Dio dei parroci è morto, morto stecchito. Ma io amo e quindi vivo. Non voglio più dipingere Dio nelle cattedrali e nelle chiese; voglio dipingere Dio negli occhi lucenti degli uomini”. Non basta più un uso strumentale del libro sacro, come fa Erode per consolidare il suo potere. Occorre uscire dalle proprie abitudini, dalle codificazioni, da certe tradizioni svigorite. Da una fede ritagliata sulla propria misura. Come insegnano i Magi, dobbiamo uscire persino da Gerusalemme. Ed è così che ancora la stella ricompare: “ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino”. Se la stella ricompare è perché era scomparsa. Anche questo ci insegnano i Magi: a non scoraggiarci nella ricerca, a non fermarci davanti a nessun intoppo. Può anche essere strano che la stella si oscuri mentre ormai ti stai avvicinando alla mèta. Perché è normale che ci siano giorni in cui ti sembra di brancolare nel buio. Anche Gesù sperimenta lo scomparire della stella, avvicinandosi a Gerusalemme per compiere la Sua missione. E l’agonia nell’Orto degli ulivi lo testimonia. Tu però non temere. Perché la stella riappare, per guidarti dove c’è il Bambino. Solo non oserà entrare. Si fermerà fuori, perché dentro quell’umile casa la illumina Gesù Bambino, “la luce vera che illumina ogni uomo che viene in questo mondo”(Gv 1,9).
Il Vostro Don Giuseppe SAPONARO