Battesimo del Signore
«Tu sei il Figlio mio, l´amato: in te ho posto il mio compiacimento». (Lc. 3,22)
Gesù aveva aderito al progetto del Battista: “Dio viene, fatevi battezzare come segno del vostro cambio di vita“. E anche lui va a farsi battezzare. Gesù appoggia e sostiene il suo maestro, il Battista. Ma poi Gesù sperimenta (la voce di questo vangelo) qualcosa di unico: Dio non è come dice il Battista. Dio è amore. Dio non vuole “qualcosa” per darti amore (sia esso sacrifici, battesimo, penitenza, ricambio, purità, ecc.). Dio ti ama… e basta. Anzi, Dio ti rincorre per amarti. E’ questa esperienza che lo distacca dal Battista: di Dio non c’è motivo di aver paura. E Gesù andrà per la sua strada. Sarà un Dio totalmente diverso da quello del maestro. A questo punto Gesù lascia il progetto del Battista perché adesso ha chiaramente il suo: portare a tutti quest’amore che lui stesso ha “toccato, vissuto, sentito” e sperimentato. E non farà nient’altro che questo per tutta la sua vita. Dio è un’esperienza, un incontro: questo si chiama il battesimo di fuoco. E’ qualcosa che ti entra dentro, che ti penetra nella pelle, nelle viscere, nell’anima e da cui non puoi più liberarti. Perché quando lo hai incontrato non puoi davvero più vivere senza di Lui. Come Gesù, dobbiamo tornare a far fare alle persone “esperienza” di Dio: ti deve entrare dentro, sconvolgerti, farti innamorare, inebriare, far “perdere la testa”. Allora saprai chi è. Il Dio della religione dice: “Hai ucciso: meriti di morire! Hai peccato: non meriti Dio! Hai fatto un errore grosso: ritieniti indegno e peccatore! Hai tradito la sua fedeltà: sei fuori!”. Il Dio di Gesù dice: “Io sono l’amore. Sono qui per amarti. Io non sono qui per giudicarti ma per amarti. Il mio compito è solo questo. Puoi permetterlo? Puoi accettarlo?”. Gv 3,17 dirà: “Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui”. (Don Marco PEDRON) Il Vostro Don Giuseppe