V Domenica di Pasqua – “Io sono la vite voi i tralci” (Gv. 15,5)

V Domenica di Pasqua – “Io sono la vite voi i tralci” (Gv. 15,5)

V Domenica di Pasqua

L’immagine della vite e dei tralci esprime al meglio la vitalità del verbo “rimanere” che ritorna continuamente nel vangelo di questa domenica.

Gesù lo ripete perché esprime come si può divenire suoi discepoli, come si possono portare frutti di salvezza per sé e gli altri, come può essere glorificato il Padre del cielo. Gesù rimane sempre nella comunione con il Padre e con lo Spirito Santo; egli desidera tutto questo anche per i suoi discepoli. Questa esperienza è vissuta pienamente nella celebrazione dell’Eucaristia: Dio viene in noi e noi assimiliamo pienamente Lui, diventando sangue del nostro sangue!! Nell’Eucaristia è instaurato un rapporto stabile e maturo con Gesù che immette il credente in un dinamismo vitale, inesauribile, reciproco. L’Eucaristia è l’espressione massima dell’Amore di Dio attraverso Cristo per noi. Egli sa che la nostra condizione terrestre è faticosa, è impegnativa per seguire coerentemente il nostro Buon Pastore.  Il suo legarci a Lui (la vite e i tralci) è un legame totale, fedele, indistruttibile. Perciò dobbiamo verificare non il suo dono per noi, ma la nostra risposta alla sua proposta. Il desiderio di Gesù è che noi acquisiamo il suo stesso modo di pensare e di agire.

Come viviamo questo nostro legame interiore con Lui? In noi ci sono diversi tipi di legami: alcuni ci seducono come il potere, altri ci avvelenano come l’invidia, la gelosia, l’odio; altri ci schiavizzano, generati dalla sede di dominio, dall’egoismo, dal servilismo. I legami più positivi e indistruttibili sono realizzati seguendo il Vangelo di Gesù. Il perdono, l’amore come dono e servizio, la libertà, la ricerca di Dio nella vita di ogni giorno.

Ci doni il Signore questa consapevolezza e scelta interiore!

 

Buona Domenica!!

                                                                                            I vostri Sacerdoti Don Giuseppe e Don Vito

 

1 maggio 2015, giuseppe-saponaro